AGGIORNAMENTI SULLE ARMI AD ARIA COMPRESSA DI LIBERA VENDITA (dai manuali di Armi e Tiro)
Facolta’, diritti ed obblighi
L’emanazione del regolamento di esecuzione alla legge 526/99 ha introdotto una serie di regole, facoltà, e obblighi che il cittadino deve necessariamente conoscere per l'acquisto, la detenzione, il trasporto, il porto di un'arma ad aria compressa di potenza inferiore ai 7,5 joule. Esaminiamo, nel dettaglio, cosa può o non può fare un cittadino che si accinge ad acquistare una di queste armi.
L’acquisto

La semplificazione delle procedure d'acquisto rispetto a quelle previste per le armi da fuoco rappresenta la novità più rilevante: l'articolo 7 dei regolamento stabilisce che per l'acquisto è sufficiente aver raggiunto la maggiore età (18 anni) ed esibire all'armiere un documento di identità in corso di validità (non è precisato quale documento, quindi è lecito pensare che siano validi anche patente di guida e passaporto). Non sarà più necessario, invece, alcun tipo di documento abilitativo (Nulla osta o Porto d'armi). Interessante è anche la spiegazione di come dovrà avvenire la cessione tra privati cittadini. Il cedente dovrà verificare che colui che acquista sia maggiorenne, poi i due contraenti dovranno sottoscrivere una scrittura privata in carta libera (noi consigliamo in duplice copia, una per ciascuno), nella quale sono riportati i dati della pistola o della carabina ceduta/acquistata e i dati delle persone coinvolte nella transazione.

La detenzione

Molto semplificata anche la procedura di detenzione delle armi ad aria o gas compressi di modesta capacità offensiva, a partire dall’eliminazione dell'obbligo della denuncia, che non potrà essere richiesta dalle autorità di PS. L’eliminazione della denuncia consente anche di non includere queste armi tra quelle comuni o sportive detenibili. Non esiste, perciò, alcuna limitazione per quanto riguarda il numero di armi con energia sotto a 7,5 joule detenibile. In sostanza, le armi di questo tipo possono essere detenute in quantità illimitata senza alcuna formalità.

Porto e trasporto

Non è previsto alcun documento che abilita al porto dell'arma ad aria compressa in condizioni di "pronta al fuoco", ma chi intende portare una di queste armi fuori dalla propria abitazione dovrà fornire all'autorità di pubblica sicurezza un "giustificato motivo" (per esempio, il poligono).
Praticamente, la stessa formula già utilizzata per le armi improprie come le balestre e i coltelli, anche se ci pare difficile trovare una giustificazione valida se si viene trovati in possesso di una pistola a CO2 carica e infilata nella cintura...
Molto più semplice e spedita, invece, la procedura per il trasporto dell'arma scarica nella propria custodia: in tal caso, infatti, scompare la necessità dei giustificato motivo, e viene solo richiesta la "massima diligenza".

No alle manomissioni

Tutte le armi ad aria compressa di potenza inferiore ai 7,5 joule vengono provate dal Banco nazionale di prova, che ne verifica la potenza effettiva. I possessori di armi attualmente riconosciute di libera vendita, ma acquistate in precedenza possono far depennare l'arma dalla denuncia a patto di far provvedere al controllo dell'energia al Banco. Il costo economico dell'operazione è rilevante, così come è lungo l'iter burocratico. Risulta, quindi, consigliabile sostituire l'esemplare in proprio possesso con uno nuovo o tenerlo denunciato così com’è, tranne che in caso di pezzi dal valore commerciale particolarmente rilevante.
Quello che è da evitare assolutamente è l'intervento fai-da-te per incrementare la potenza di un meccanismo approvato per la libera vendita. Manomettendo l’arma in modo da aumentare la potenza si commette un reato dal peso rilevante, quello di detenzione abusiva di armi, punibile con l’arresto da 3 a 12 mesi e con un'ammenda fino a 372 Euro. Per non parlare dei reato di alterazione di arma, punibile con la reclusione da uno a tre anni (oltre alla multa). Non vale, quindi, la pena di intervenire in alcun modo se non per la sostituzione di parti usurate, affidandosi a un riparatore autorizzato. Un altro punto da sottolineare riguarda l'assoluto divieto di far funzionare a raffica le armi capaci di tiro a ripetizione. Anche in questo caso, infatti, si commetterebbe una alterazione di arma. Attenzione, dunque, a non commettere leggerezze. Potrebbero costare troppo care!

Chi può usarle

Oltre che ai maggiorenni, l'utilizzo è consentito anche ai minorenni, purché assistiti da un adulto. Esattamente come avveniva in precedenza, è possibile iscriversi a una sezione dei Tiro a segno nazionale e utilizzare le armi ad aria compressa nelle apposite linee di tiro. La sola iscrizione e, ancor di più la frequenza, hanno però un costo, non eccessivo, ma importante se rapportato a quello di una pistola o di una carabina da hobby. Ancora di più può dimostrarsi restrittiva la staticità degli impianti esistenti che, essendo stati realizzati seguendo le necessità dei tiratori accademici, prevedono nella quasi totalità dei casi una distanza di tiro fissa (10 metri) e l'uso di bersagli cartacei assolutamente fermi. Il regolamento, comunque, autorizza a utilizzare le armi ad aria di potenza inferiore ai 7,5 joule anche in "luoghi privati non aperti al pubblico", aprendo così mille altre possibilità.
E’ probabile che, in futuro, si possa pensare alla nascita di nuove società sportive che affittino o acquistino terreni da destinare ali attività ludica con gli attrezzi ad aria compressa.
Ancora prima che ciò avvenga, però, è possibile ricavare lo spazio per il tiro nel proprio garage, oppure in giardino. A questo punto non resta che rimboccarsi le maniche e installare quei pochi accorgimenti che permettono di evitare rischi e di "sporcare" la zona destinata al tiro. Gli accessori studiati appositamente non mancano, ma, nelle pagine che seguono cercheremo di dare anche qualche ricetta per gli irriducibili dei "fai-da-te".

Quale bersaglio?

In funzione dei tipo di arma e della distanza di tiro sono stati omologati bersagli a settori concentrici di punteggio che vengono considerati di universale utilizzo sui campi da gara. Soltanto il diametro dei nero riveste un’importanza reale ai fini della collimazione. La parte interna può essere delimitata da anelli concentrici a ognuno dei quali corrisponde un punteggio più alto man mano che ci si avvicina al centro.
I bersagli circolari possono essere stampati in colori differenti ma, come abbiamo detto, non esiste tonalità più appropriata dei nero su fondo paglierino. In teoria, il bianco sarebbe più indicato per contrastare il nero ma, generalmente, riflette eccessivamente tendendo a stancare rapidamente la vista.
Il supporto cartaceo, quindi, deve essere opaco, realizzato in modo da strapparsi lasciando i contorni dei fori più netti possibile. Una carta dotata di poca cellulosa e molto legno tende a fornire fori circolari perfettamente circolari e netti ma, se esposta alle intemperie, resiste per poco tempo all'azione della pioggia, perdendo ben presto la sua consistenza.
I bersagli autoadesivi sono senz'altro pratici da utilizzare, in quanto non richiedono attrezzi per il montaggio e possono tranquillamente aderire a qualsiasi superficie asciutta e liscia. In genere, le loro dimensioni sono anche abbastanza ridotte da agevolarne il trasporto e il costo non è proibitivo. Le visuali hanno forme classiche (come il nero dei bersagli tradizionali), oppure più fantasiose. Una variante moderna di questi bersagli è rappresentata dalle sagome traccianti, strutturate in modo da lasciare attorno al foro provocato dal proiettile una corona di colore vivace, generalmente giallo fluorescente, che permette di riconoscere molto facilmente il punto d'impatto anche a grandi distanze o in condizioni di visibilità scarsa. Questo si ottiene sovrapponendo un sottile strato di vernice nera opaca su un supporto colorato. L’urto dei proiettile provoca il distacco delle particelle di vernice nera nella zona intorno al foro, scoprendo il sottostante colore fluorescente. Ci sono, poi, le sagome ribaltabili: queste possono assumere la forma di qualsiasi oggetto o animale, in quanto il loro profilo è fustellato per renderne più verosimile la sagoma. In alcuni casi vengono montate su telai metallici che permettono la rotazione dei bersaglio attorno al braccio che li sostiene. La parte che subisce l'impatto dei proiettile è costruita in un materiale elastico che non viene perforato o che, dopo essere stato attraversato dal pallino, si richiude intorno al foro. Un'altra tipologia prevede target ribaltabili che, quando vengono colpiti, si abbattono senza rialzarsi se non dopo l’intervento manuale che li riporta in posizione eretta.
Le notevoli possibilità offerte dalla nuova legislazione non devono far dimenticare che i pallini sparati dalle armi depotenziate sono pur sempre pericolosi. A quale velocità corrisponde un'energia di 7,5 joule? Dipende: l'energia cinetica è data dalla formula E=(mV2)/2, dove E è l’energia in joule, m è la massa in chilogrammi e V è la velocità in metri al secondo. Per un pallino di peso medio (0,5 grani circa), la velocità "critica" si aggira intorno ai 170 m/sec: da questo dato si evince che il margine di sicurezza in campo aperto prevede l'assenza di qualunque essere animato per almeno 100 metri. Per porsi in condizioni di assoluta sicurezza, però, è anche indispensabile predisporre un pannello dietro al bersaglio che sia in grado di arrestare i pallini senza che questi rimbalzino indietro. A tale scopo non esiste niente di meglio di un semplice, ma efficace "raccoglipallini", in vendita in tutte le armerie. Se il bersaglio destinato a essere colpito non è di tipo cartaceo (lattine, soldatini, eccetera) è sufficiente porre dietro a ciò che si vuole colpire una tavola di legno rivestita con un materiale morbido e poco scivoloso, inclinata in modo da far cadere il piombo al suolo. Meglio ancora, si può installare una barriera di materiale in grado di trattenere il diabolo al suo interno: la solita tavola di legno rivestita con uno spesso strato di spugna, un mucchio di sabbia o di terra smossa e priva di sassi oppure, ancora, un foglio spesso di materiale plastico sospeso e non fissato al suolo in modo che, muovendosi in seguito all'impatto, assorba l'urto. Per quanto riguarda, invece, la distanza utile per riuscire a trarre soddisfazioni da tiro, dipende, ovviamente, dall'abilità dei tiratore, ma è abbastanza facile per chiunque riuscire a colpire una moneta da 1 Euro con una carabina come una pallina da tennis con una pistola alla distanza di 10 metri. La precisione intrinseca delle armi è tale da consentire di fare molto di più e il divario tra pistole e carabine, in morsa, è inferiore. Il fattore penalizzante per la pistola è la ridotta lunghezza della linea di mira e la conformazione delle mire stesse nonché il tipo di sostegno consentito: una carabina imbracciata correttamente starà molto più ferma di una pistola impugnata da chicchessia.

I fermapallini

Sia nel caso di utilizzo domestico, sia se si intende attrezzare un'area comune (campo di tiro stabile o provvisorio), occorre predisporre tutte le misure di sicurezza per l'integrità fisica dei presenti e per la salvaguardia dell'ambiente in cui ci si trova.
Le barriere per arrestare i pallini possono essere a piastra o a pareti piramidali. I primi sono costituiti da una lastra d'acciaio, verticale o inclinata, fissa o ammortizzata, con o senza raccoglitore estraibile. Partono da un prezzo veramente irrisorio e possono essere appesi con estrema facilità (anche a un semplice chiodo).
I raccoglipallini a pareti piramidali garantiscono in modo quasi assoluto il trattenimento al loro interno dei pallino. Hanno un vano destinato a raccogliere il piombo e i detriti di carta e, spesso, consentono la sostituzione della piastra di arresto posteriore con un'altra nuova. Possono essere dimensionati per accogliere le visuali piccole (per carabina) o quelle più grandi (pistola-carabina). I raccoglipallini con più sagome permettono di variare il tipo di bersaglio e di organizzare sfide basate sulla velocità più che sulla precisione assoluta. Spesso è possibile, comunque, usarli per sostenere anche i classici bersagli cartacei.
Un'ultima soluzione di tipo parzialmente mobile è costituita da un impianto a filo con portabersagli motorizzato. La scarsa versatilità del congegno in fatto di distanze di tiro lo rende indicato, più che altro, per chi vuole allenarsi per l'attività agonistica.
Il sistema consiste in un portabersagli a forcella sostenuto da due fili in tensione e mosso da un terzo filo trascinato da un motore elettrico. Questo tipo di struttura può essere montato e rimosso in un tempo abbastanza contenuto, più che altro per quanto riguarda, almeno, i fili di sostegno e quello di trazione. La piastra d’arresto e il motore elettrico, invece, richiedono una collocazione solida e stabile. Le parti componenti sono, per sommi capi, il motore, la pulsantiera di comando, la forcella mobile, i fili di sostegno, le carrucole e il fermaproiettili vero e proprio. Quest'ultimo può essere dotato di una vaschetta di raccolta per il piombo, eventualmente, di una piastra di protezione più estesa nonché di un sistema di smorzamento per il rumore. La distanza di utilizzo può arrivare fino a 20 e anche 30 metri. Se una stanza, un angolo di giardino o un campo possono essere destinati stabilmente al tiro, conviene costruire una paratia metallica o in pesante materiale plastico. Davanti a tale protezione si può tirare in modo informale, a sagome sospese, barattoli o quant’altro. La forma dei bersaglio da colpire può riprodurre un oggetto di qualunque tipo e le dimensioni utili possono essere differenti tra loro, in modo da poter attribuire un punteggio più elevato al più piccolo e così via, per mettere alla prova la propria abilità e quella degli eventuali "sfidanti". Resta, infine, un piccolo spazio per il fai-da-te soprattutto quando si sceglie un raccoglipallini con i ganci per le sagome sospese: qualunque cosa abbia un anello può essere utilizzata come bersaglio, a patto di evitare materiali come il vetro (che si frantuma in schegge pericolose) e i materiali compatti ma elastici, che causano rimbalzi dei proiettile poco controllabili.

Le ottiche

Per aumentare la precisione di puntamento può essere vantaggioso dotare la propria pistola o carabina di un dispositivo di puntamento ottico. I tipi in commercio si possono suddividere in tre grandi categorie: ottiche a punto rosso (red dot), ottiche a gruppi di lenti e puntatori laser.

Le ottiche a punto rosso sono oggetti dalla struttura meccanica piuttosto robusta, quindi risultano indicati anche in presenza di forti vibrazioni. Applicati al campo dell'aria compressa offrono numerosi pregi e poche controindicazioni, a parte in alcuni casi il prezzo poco accessibile. Il successo più rilevante dei puntatori a dot è stato riscosso nel tiro istintivo, dove la precisione assoluta lascia il passo all'immediatezza di inquadratura dei bersaglio. I difetti principali degli strumenti in oggetto sono dovuti proprio al loro principio di funzionamento. Una minuscola sorgente luminosa (red) proietta un fascio di luce rossa su una lente che permette di vedere un puntino rosso virtualmente appoggiato sugli oggetti contenuti nel campo visivo. La precisione dei contorni di questo punto può essere considerata insoddisfacente se confrontata con un sottilissimo reticolo da cannocchiale e può, in secondo luogo, coprire un’area di bersaglio troppo estesa se si cerca di colpire un oggetto molto piccolo. Le ridotte distanze di utilizzo delle armi ad aria compressa rendono poco influente il secondo punto debole. Un dot da 4 moa (minuto d’angolo, unità di misura corrispondente a un pollice di superficie alla distanza di 100 iarde) copre un cerchio dei diametro di circa 34 mm alla distanza di 30 metri, ragionevole in proporzione alle dimensioni di un eventuale bersaglio. A compensare la non eccelsa definizione dei bordi vanno la possibilità di tarare con buona precisione il collimatore e l'immediatezza di acquisizione dei dot, che è più rapido da collimare rispetto a qualunque altro tipo di organi di mira. Rispetto alle mire metalliche, poi, c'è un altro punto a favore. Tacca e mirino sono posizionati alla massima distanza tra loro perché la precisione nel tiro è direttamente proporzionale alla lunghezza della linea di mira. L’occhio umano, però, non ha la possibilità di mettere a fuoco oggetti posti a distanze differenti. Così, alla massima precisione di mira corrisponde un peggioramento nella messa a fuoco. Con i collimatori a punto luminoso, bersaglio e riferimento di collimazione si trovano, virtualmente, concentrati sul piano di un'unica lente, situazione decisamente favorevole dal punto di vista ottico. Il principale difetto di questo tipo di ottica è... la batteria. Questa apparente banalità trae la sua origine dalla natura umana che, a volte, non ha nella memoria la sua qualità più sicura. In altre parole: non dimenticate di spegnere l'interruttore generale, procuratevi una batteria di ricambio da tenere nella valigetta dell'arma e, in caso di lunghi periodo di mancato utilizzo, rimuovete la pila dall'ottica per evitare la formazione di ossido. Una variante dei sistema di mira illustrato è il puntatore a raggio laser. Invece di proiettare il fascio di luce sulla lente lo si invia direttamente sul bersaglio. Il limite dei sistema è costituito dalla ridotta distanza che il puntatore è in grado di coprire: infatti, l'utilizzo risulta valido soltanto per le pistole. Il vantaggio risiede, invece, nella possibilità di usare l'arma anche in condizioni di luce assai precarie.

I cannocchiali a gruppi di lenti sono, senza dubbio, i congegni ottici più sofisticati. Se non sono dotati di batteria per l'illuminazione dei reticolo sono virtualmente esenti da manutenzione, ma sono anche notevolmente sensibili agli urti e agli scuotimenti. Sulle pistole o carabine che non utilizzano la struttura meccanica a pistone e molla può essere montato qualsiasi cannocchiale senza paura di danneggiarlo. Nelle armi a pistone e molla, invece, l'urto di fondo corsa dei pistone è di tale entità da mettere a repentaglio la durata e l’affidabilità di più di uno strumento, più di quanto farebbe un fucile di grosso calibro. Rivolgendo la propria attenzione verso prodotti esplicitamente indicati per l'aria compressa non si corre il rischio di sbagliare acquisto. I fattori da considerare nella scelta di un'ottica, escludendo il costo, sono: ingombro esterno, rapporto di ingrandimento, diametro della lente di uscita, campo di messa a fuoco, tipo di reticolo e tipo di attacchi. Le dimensioni esterne possono diventare influenti, quando eccessive, perché creano difficoltà nel montaggio e perché le armi ad aria compressa hanno, in genere dimensioni e pesi tali da consentire un agevole trasporto e un altrettanto facile imbracciata: tali doti possono essere compromesse da un accessorio che può anche superare i 500 grammi di peso. Più è elevato il diametro della lente di uscita e più risulta ampio il campo visivo, cioè la zona di paesaggio visibile attraverso le lenti. Il vantaggio consiste nella maggiore facilità di trovare il bersaglio. In compenso, al crescere del diametro della lente crescono ingombro e peso. Il rapporto di ingrandimento, acerrimo nemico dell'ampiezza dei campo visivo, indica di quante volte risulta più grande un oggetto inquadrato rispetto alla visione a occhio nudo o, se si preferisce, di quanto appare ridotta la distanza dei bersaglio in rapporto a quella effettiva. Può essere fisso o variabile: in questo secondo caso il cannocchiale si comporta come uno zoom e, nelle differenti circostanze, risulta più adattabile alle necessità. Con una carabina ad aria compressa non è necessario disporre di un elevatissimo rapporto di ingrandimento, anche perché è inutile riuscire a contare le zampe a un millepiedi a cento metri quando la gittata utile è inferiore. Quattro ingrandimenti per le ottiche fisse vanno benissimo per il tiro di precisione con una buona carabina e, nel caso di ottica a rapporto variabile, si può pensare a un minimo di 1,5 e un massimo di 6 ingrandimenti.
Attenzione al campo di messa a fuoco, perché i cannocchiali molto potenti hanno la ghiera di regolazione che non arriva a rendere nitida l'immagine al di sotto di una certa distanza, che potrebbe essere anche superiore a quella utile di tiro.
Esistono molti tipi di reticolo per cannocchiale. Per evitare di perdersi nei meandri delle teorie si può tenere conto di un principio di base: più i fili dei reticolo sono sottili e più risultano idonei a tiri di precisione. In questo caso, però, possono essere poco visibili se sussistono difetti di vista oppure se si cerca di collimare un oggetto molto scuro. Le varianti più sofisticate sono rappresentate dai reticoli retroilluminati, che permettono il tiro in condizioni di luce debole, e quelli con un piccolo riferimento luminoso al centro. Il tipo di attacchi da scegliere deve essere idoneo all'arma sulla quale verrà montata l'ottica. Se si intende utilizzare un cannocchiale su più carabine è indispensabile che le guide siano tutte uguali o che siano state uniformate tramite il montaggio di appositi adattatori. Attenzione, però, a non esagerare, perché più particolari ci sono più è facile che qualche vite si allenti e, prima di accorgersi che i problemi sono esclusivamente di ordine meccanico e non nell'ottica, si sono già sprecate due scatole di pallini. Inoltre, più l'asse centrale dei cannocchiale risulterà lontano dall'asse della canna, più il tiro sarà influenzato dal l'inclinazione involontaria dell'arma.

I Pallini

Anche se e’ ovvio, ricordiamo che non esiste un limite di quantita’ di pallini (anche detti diabolo) detenibili, così come la loro vendita non richiede formalita’ burocratiche. Il primo dato tecnico da considerare per i pallini e’ il peso che, ovviamente, influisce in proporzione inversa sulla velocita’ di uscita. Per i proiettili calibro 4,5 mm il peso parte da un minimo di 7 grani (0,45 grammi) per arrivare a un massimo di 11,2 (0,72 grammi).
Il profilo piu’ classico per il pallino e’ a forma di doppio cono, con base concava e testa piatta. Non mancano, pero’, forme ben piu’ fantasiose, che influiscono notevolmente sul comportamento nei confronti del bersaglio. I pallini a punta conica sono, naturalmente, quelli con la maggiore capacita’ di penetrazione. Ovviamente, alla forma, occorre che venga associata una lega abbastanza dura per evitare il repentino schiacciamento al momento dell’impatto.
Per le nostre prove dinamiche abbiamo scelto il ciliegio (legno non particolarmente duro) come materiale di riferimento: se da un lato, questo non permette di conoscere come si comporterebbe il proiettile se incontrasse, per esempio, un blocco di gelatina balistica, consente pero' di stabilire con buona certezza la maggiore o minore tendenza al rimbalzo (vistosa, per esempio, per gli Haendier & Natermann Neue spitz kugeln) piuttosto che alla frantumazione in piccole parti. Tra i dati rilevanti venuti alla luce durante la prova, possiamo citare la notevole velocita' raggiunta da tutti i prodotti della linea Effebi. Il segreto di tali prestazioni va attribuito alla sagoma della testa a doppio profilo, che consente di ridurre la superficie che entra in contatto con la canna senza sacrificare la stabilita'. Le rosate che questo tipo di pallino e' in grado di dare non sono eccezionali, anche se piu' che sufficienti per lo scopo primario (tiro informale). A 25 metri e' assicurata la possibilita' di poter colpire sempre e comodamente una lattina da bibita con qualsiasi diabolo appartenente a questa categoria. Il prezzo di una scatola da 500 pezzi varia da 3 a 6 Euro. Esistono anche alcuni tipi di pallini del tutto anomali come profilo o come peso. Gli Effebi Superflat, abbastanza precisi, staccano in velocita' di una ventina di piedi al secondo i concorrenti immediatamente seguenti. Gli Eley Wasp sono, invece, caratterizzati da una ridotta lunghezza e da una sagoma molto particolare, che fa sì che l'azione dell'impatto corrisponda a un arretramento della parte anteriore che va a completarsi con la coda formando quasi una sferetta. Due diabolo strettamente concorrenti tra loro sono quelli della HaendIer & Natermann (H&N): i Barracuda match e i Silver point. Il peso di questi proiettili e' molto elevato (rispettivamente 10,6 e 11,2 grani, cioe' 0,68 e 0,72 grammi), cui corrisponde una bassa velocita', ma una buona conservazione dell'energia anche a lunga distanza.
Tra l'altro le rosate ottenute sono veramente strette e, nel primo caso, la penetrazione e' elevata. Il prezzo e' giustificato dalla particolarita' dei prodotti. Unico nel suo genere e' l'Hollow point (punta cava) della HaendIer & Natermann: leggero, veloce e costante nelle dimensioni, si deforma notevolmente all'impatto. Nel tiro informale garantisce la riduzione dei rimbalzi, garantendo una sicurezza dimpiego di primordine. Il prezzo, in compenso, non e' dei piu' contenuti. Il prezzo di una scatola da 500 pezzi puo' variare tra 3 a 10 Euro. Il top della gamma e' senz'altro costituito dai diabolo di tipo match, decisamente i piu' raffinati, precisi e anche costosi.
Quasi tutti i produttori offrono, in questa gamma, quattro differenti diametri: 4,48, 4,49, 4,50 e 4,51 mm. E’ una raffinatezza destinata esclusivamente agli agonisti, che sono disposti a sottoporsi a interminabili prove pur di guadagnare mezzo millimetro sul diametro della rosata. Soltanto sperimentalmente, infatti, si puo' definire il diametro piu' adatto, perché la resa dipende dall'arma utilizzata.
Per l'uso informale, questi prodotti sono assolutamente sprecati. Una particolarita' che contraddistinque questo tipo di pallini e' l'assenza di zigrinature lungo le pareti esterne. In realta', queste sono praticamente inutili e resistono piu' per tradizione che per effettive motivazioni pratiche. Il fatto di avere le pareti perfettamente lisce, pero', migliora (seppur minimamente) il comportamento del proiettile in volo. Piuttosto importante, invece, e' scegliere un diabolo da pistola (piu' leggero) se si desidera avere una velocita' piu' elevata oppure un diabolo da carabina se la necessita' e' quella di una maggiore effetto all'impatto. I prezzi di una scatola da 500 pezzi vanno da 5 a 10 Euro. Esistono anche confezioni piu'piccole, addirittura con un contenitore in spugna che mantiene i diabolo in posizione evitandone il danneggiamento, che costano ancora piu' care. Tra i modelli di pallini che realizzano un giusto compromesso fra precisione, costo e velocita', possiamo segnalare gli Rws Club 10, per la loro costanza e il prezzo concorrenziale. Per contro, sono molto leggeri e non riescono a ribaltare bersagli anche dipiccole dimensioni. Velocissimi gli Effebi Superdiabolo, che stabiliscono il record assoluto di velocita' alla bocca, ma vengono battuti a dieci metri dai compatti Eley Wasp. Da quanto emerso dalle nostre esperienze, non possiamo che esprimere una valutazione nettamente positiva per tutti i prodotti collaudati.
Se esistono diabolo particolarmente precisi e altri con grande potere di penetrazione, non ne esiste neppure uno che non meriti una valutazione positiva. La scelta quindi, per chi non abbia intenzione di richiedere particolari prestazioni alla propria arma, puo' essere basata sul prezzo e sulla reperibilita' presso l'armiere piu' vicino, senza paura di trovarsi a utilizzare un pallino scadente.Per esaurire la trattazione dell'argomento esaminiamo anche un comparto che, nel nostro Paese, ha sempre rivestito un ruolo piuttosto marginale: quello delle armi ad aria compressa di calibro superiore ai 4,5 mm. I calibri superiori sono prodotti in tre misure differenti: 5 mm, 5,5 mm e 6,35 mm. Le pistole, generalmente, sono costruite solo in 4,5 mm. In Italia, comunque, non e' facile trovare armi da 5,0 mm, mentre la disponibilita' di carabine da 5,5 e 6,35 mm, pur essendo piuttosto limitata, prevede alcuni pezzi piuttosto interessanti. Comunque, negli ultimi anni, la tendenza anche nel nostro Paese e' quella di un aumento della percentuale di armi di calibro piu' sostenuto. Il nostro consiglio e' quello di prendere in esame l'eventualita' dei calibro 5,5 mm (il 6,35 mm e' forse un po' troppo esasperato) a chi cerca una carabina per effettuare un uso intenso della stessa nel tiro informale anche su medie distanze, possibilmente acquistando anche un piccolo cannocchiale che sia in grado di valorizzarne la precisione. L’impatto di un diabolo che pesa mediamente il doppio di quelli da 4,5 mm ha un effetto notevole sui bersagli da abbattere, nonostante la velocita' sia piu' bassa. Inoltre, si limitano i pericoli derivanti da una gittata troppo elevata.

Facciamoci i conti in tasca

Vediamo ora cosa serve per cominciare un'attivita' di svago con un attrezzo ad aria compressa e, soprattutto, quanto costa. Una pistola "di accesso", a colpo singolo e non particolarmente raffinata, puo' essere reperita a partire dai 50 Euro, anche se il prezzo medio della categoria si aggira tra i 100 e i 150 Euro. Con un’altra ventina di Euro e' possibile acquistare un portabersagli fisso, un buon numero di visuali cartacee e una discreta scorta di pallini. Per comperare una carabina e' necessario mettere in preventivo circa 50 Euro in piu'. Ovviamente la cifra puo' lievitare anche in modo consistente, poiché esistono pistole e carabine che superano i 1.000 Euro. In questo caso, pero', si tratta di strumenti piu' adatti all'attivita' agonistica che non al semplice svago. Come costo di esercizio le pistole e le carabine piu' interessanti sono quelle che sfruttano la coppia molla-pistone per il funzionamento. L’energia muscolare, la rinuncia al tiro a ripetizione e qualche vibrazione in piu' annulleranno il costo delle bombolette a CO2 usa e getta o degli strumenti necessari per il ripristino dei gas contenuto nei serbatoi ricaricabili.
Che altro puo' servire? Al massimo un paio di occhiali con le lenti infrangibili e una buona compagnia.