DIzionario Terminologico

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A

ACCIAIO: Si definisce acciaio qualsiasi lega Fe-C fucinabile e deformabile a caldo. Esso contiene meno dell’1,7% di C, con la riserva agli acciai da utensili che contengono il 2% di C e il 12% di Cr. Gli acciai si distinguono in: acciai al C dolci, acciai al C semidolci, acciai al C duri, acciai speciali al carbonio, acciai poco legati e acciai legati. Per tenori di carbonio superiori all’1,7% si hanno le ghise acciaiose e poi le ghise propriamente dette. Quella che segue è una lista degli acciai più comuni usati dai coltellinai contemporanei e, ai fini della forgia, le proprietà fisico-chimiche di alcuni dei loro principali elementi costituenti. Il ferro occupa naturalmente almeno l’80% della lega di questi acciai.

154-Cm (ATS-34) D-2 440-C
Carbonio 1.05 Carbonio 1.50 Carbonio 1.00
Cromo 14.00 Cromo 11.50 Cromo 17.05
Fosforo 0.030 Manganese 0.25/.40 Manganese 0.50
Manganese 0.60 Molibdeno 1.00 Molibdeno 0.45
Molibdeno 4.00 Silicio 0.30/.50 Nichelio 0.20
Silicio 0.25 Vanadio 0.90 Silicio 0.40
Zolfo 0.030

 

W-2 F-8 M-2
Carbonio 0.06/1.4 Carbonio 1.30 Carbonio 0.85
Manganese 0.25 Cromo 4.00 Cromo 4.20
Silicio 0.25 Tungseno 8.00 Fosforo 0/0.03 max.
Vanadio 0.25 Vanadio 0.25 Manganese 0.25
Silicio 0.30
Tungsteno 6.35
Vanadio 1.90
Zolfo 0/0.03 max.

 

A-2 0-1 420
Carbonio 1.00 Carbonio 0.90 Carbonio 0.40
Cromo 5.00 Cromo 0.50 Cromo 13
Manganese 0.50/.70 Manganese 1.35 Manganese 1.00
Molibdeno 1.00 Silicio 0.35 Silicio 1.00
Silicio 0.25/.40 Tungseno 0.50

 

440-A 440-B ATS-55
Carbonio 0.55 Carbonio 0.90 Carbonio 1.00
Manganese 1.00 Manganese 1.00 Cromo 14
Silicio 1.00 Silicio 1.00 Cobalto 0.40
Cromo 14 Cromo 18 Rame 0.20
Molibdeno 0.55 Molibdeno 1.00 Manganese 0.50
Vanadio 0,1 Molibdeno 0.60
Silicone 0.40

--Cromo: elemento chimico (Cr), n. Atomico 24, aumenta la penetrazione del trattamento termico e dei processi di indurimento. Varia negli acciai dallo 0,50% all’1,50%. In alcuni acciai raggiunge il 20%. Può interferire nella forgia causando fratture nell’acciaio.

--Fosforo: elemento chimico (P), n. Atomico 15, generalmente considerato come impurità, aumenta comunque la tenacia

--Manganese: elemento chimico (Mn), n. Atomico 25, normalmente presente negli acciai agisce da disossidante . Interviene anche nel trattamento termico e aggiunge tenacia agli acciai. Presente in quantità che variano dallo 0,3% al 2%.

--Molibdeno: elemento chimico (Mo), n. atomico 42, interviene fortemente nella durezza e nella tenacia del’acciaio.

--Nichel: elemento chimico (Ni), n. Atomico 28, aggiunge tenacia e durezza agli acciai. Presente negli acciai in percentuali che variano dall’1% al 4%. In alcuni acciai supera il 38%.

--Piombo: elemento chimico (Pb), n. Atomico 81, aumenta la lavorabilità dell’acciaio e non ha effetti collaterali sulle proprietà generali del metallo. Varia in quantità tra lo 0,15% e lo 0,30%.

--Silicio: elemento chimico (Si), n. Atomico 14, influenza positivamente durezza e tenacia dell’acciaio. Presente in quantità che variano dall’1,4% al 2,7%.

--Vanadio: elemento chimico (V), n.atomico 23, ritarda la crescita dendritica negli acciai e aiuta a migliorare il controllo della struttura acciaiosa durane i trattamenti termici. Presente normalmente in quantità tra 0,16% e 0,22%.

--Tungsteno (o Wolframio): elemento chimico (W), n. Atomico 74, usato in quantità moderata migliora la grana dell’acciaio rendendola densa e ravvicinata.

--Zolfo: elemento chimico (S), n. Atomico 16, è considerato elemento negativo, una impurità nella maggior parte delle leghe.

AFFILATURA: Ultima fase di perfezionamento del taglio e del filo, solitamente manuale, che segue l’arrotatura e che conferisce al filo della lama le massime capacità scissorie.

ALLUMINIA: Ottenuta in laboratorio per calcinazione dell’idrossido di alluminio, si usa in fine polvere per asportare leggerissime formazioni di ruggine dalle lame.
ALLUMINIO: Minerale largamente impiegato sotto forma di leghe nell’industria automobilistica, navale e aeronautica ecc. Con esso si costruiscono anche impugnature per coltelli.
ALPACCA: Lega di rame (50%), nichel (20%), e zinco (30%) usata in coltelleria e posateria.

ANGOLO DI AFFILATURA: Angolo risultante dall’incontro di due rette ideali: una passante nel piano di lama con quella passante per la superficie di affilatura.

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ANGOLO DI TAGLIO: Angolo risultante dall’incontro di due rette ideali: una passante nel piano di lama con quella passante nel piano della fascia di arrotatura.
APPLEGATE-FAIRBAIRN: Dopo la morte del capitano Sykes, il capitano Fairbairn, non completamente soddisfatto delle prestazioni del famoso stiletto da combattimento Fairbairn-Sikes adottato dale truppe anglo-americane in occasione del secondo conflitto mondiale, si dedico ala stesura di un progetto per un nuovo pugnale da combattimento che migliorasse il vecchio F.S. Dalla sua collaborazione con il colonnello Rex Applegate, nacque, ma solo sulla carta, un nuovo modello di pugnale da combattimento puro. Solo 35 anni dopo la sua progettazione Applegate è riuscito a compiere la trasformazione da prototipo su carta a modello reale.
ARMA: Qualsiasi oggetto usato per difendersi o offendere.
ARMA (BIANCA): Arma azionata direttamente dalla forza muscolare di chi la usa. Oppure si definiscono armi bianche (dal colore dell’acciaio) tutte le armi che precedono l’avvento delle armi da fuoco, proprio per distinguerle da queste.
ARRESTO: Parte del fornimento del ferro con funzioni di fermo. Gli arresti possono essere di varia natura, occupano posizione apicale e spostano verso il basso la linea di difesa. La linea di difesa è considerata normalmente quella passante per l’elso considerando l’asse principale più lungo (dell’elso), e nel caso degli arresti la linea di difesa si sposta alla estremità degli archetti (testa). Nelle armi da caccia lunghe gli arresti evitano una eccessiva penetrazione della lama nelle carni dell’animale.
ARROTATURA: Fase che precede l’affilatura e che, alla mola, serve a formare o ripristinare il taglio della lama.
AVORIOLINA: Nome generico con cui si designano tutta quelle materie plastiche che imitano l’avorio, talvolta cosi perfette da rendere difficile la distinzione da quello vero, almeno a occhio nudo. Tutte le imitazioni plastiche hanno densità minore di quella dell’avorio, ma più elevata di quella delle materie plastiche trasparenti, perchè sono arricchite da inclusioni di polveri minerali inerti.