DIzionario Terminologico

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C
CARBONIO: Elemento non metallico che si trova tanto allo stato elementare (diamante, grafite, ecc.) che in quello combinato. Il carbonio rientra nella composizione degli acciai usati dai coltellinai in percentuali variabili dallo 0,5% all’1,05%. Gli acciai binari, quelli costituiti dalle leghe di due soli elementi Fe/C possono essere variati aggiungendo altri elementi. Si avranno cosi gli acciai speciali (o acciai legati) debolmente o fortemente legati. Si dicono debolmente legati quando ogni elemento in lega non supera il 5% e fortemente legati quando almeno un elemento in lega supera il 5%.
CEMENTAZIONE: Si definisce cementazione ogni processo che permetta di carburare parzialmente o totalmente un oggetto di ferro, senza sottoporlo a fusione, in modo tale che il metallo carburato conservi la struttura e la proprietà di un vero e proprio acciaio. Tale risultato si ottiene scaldando l’oggetto a temperatura elevata, ma inferiore al suo punto di fusione, mantenendo la superficie in intimo contatto con carbone e con sostanze capaci di decomporsi alle temperature alle quali si opera liberando carbonio. Nella maggior parte dei casi le sostanze carburanti, o cementi, impiegate nella fabbricazione dell’acciaio carburato, sono solide: il carbone di legna, il nerofumo, varie sostanze organiche ecc.
CLIP: Termine che si traduce in fermaglio ed equivalente a bottone di fissaggio. In realtà è una barretta metallica ed elastica posta sul retro del fodero o sul lato dell’impugnatura, dei coltelli a lama mobile, per permettere di fissarlo alla cintura.
CODOLO: Parte del ferro che compenetra l’impugnatura. Si dice codolo integrale (codolo passante) quando emerge al sommo dell’impugnatura, ivi fermato da una ribattitura sul pomo o da un dado (o altro) avvitato sulla parte finale filettata del codolo stesso. Si dice codolo parziale quando si ferma a circa 1/3 dalla profondità complessiva dell’impugnatura, ivi tenuto saldo da parti collanti e/o da rivetti passanti e ribattuti.
COMBAT-KNIFE: Si traduce in "coltello da combattimento", designa un’arma bianca corta solitamente a un filo e controtaglio che si presta a usi polivalenti.
COMBAT-SURVIVAL: Denominazione americana che si traduce in "coltello da combattimento e sopravvivenza" e che designa un tipo di arma bianca corta progettata e realizzata per la prima volta negli Stati Uniti, adatta al combattimento e alla sopravvivenza. Questo modello è identico nelle prestazioni al combat-knife con il vantaggio di possedere un’impugnatura cava che gli consente ulteriori specializzazioni di utilizzo. L’impugnatura cava alloggia fiammiferi, pillole disinfettanti per rendere potabile l’acqua, ami e lenze, cerotti, bussola incorporata nel pomo e anelli o.ring sul pomo per evitare infiltrazioni di acqua o polvere all’interno dell’impugnatura e altri piccoli accessori utili per il pronto soccorso e la sopravvivenza personale. Ricordiamo a titolo di esempio il modello 18 Attack-survival del 1963 di Randall, esposto anche al Museo di Arte Moderna di New York, il ST23 Combat-survival di W. Moran (senza impugnatura cava, progettato durante la guerra del Viet-Nam), la serie di coltelli offerta in varie dimensioni e modelli dal coltellinaio J. Lile, il Survival-fighting (knife) di R. Parrish, coltello adottato da unità aviotrasportate canadesi e francesi per compiti speciali. Comunque, Randall non fù il primo a pensare a un coltello con impugnatura cava (1963). Già nel 1940 circa la Case & Company di Bradford, industria di coltelli, aveva realizzato e prodotto in quantità limitatissime il primo coltello con impugnatura cava e pomo a vite. Anche nel 1957 la Marble’s Arm Corporation aveva realizzato un coltello prodotto immediatamente in grande serie dalla Camillus Cutlery il cui nome era "U.S. NAVY AIR FORCE PERSONNEL SURVIVAL KNIFE".

CONTROFILO: Sinonimo di "controtaglio" e/o "falso filo": nelle sciabole, nei coltelli a un filo e 1/3, e in tutta la varietà di lame che presentano il dorso fortemente assottigliato nel terzo distale (debole), si definisce controtaglio la parte dorsale del debole che appunto, può, o non, essere affilata.

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CONTROTALLONE: Nei coltelli /pugnali a serramanico il controtallone è una lastrina del medesimo spessore dell’arco, posizionata all’altezza del calcagno, che serve a completarlo e a continuare la parte dorsale dell’impugnatura. Nei coltelli/pugnali a serramanico complessi il controtallone non è altro che la arte postero-apicale dell’ala minore della molla interna.

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CORNO: Protuberanza cefalica tegumentale o ossea, o tegumentale e ossea nello stesso tempo. Antilopi, gazzelle, bovini e ovini sono cavicorni. Cervi, daini, e renne sono plenicorni. Le corna degli animali vengono lavorate per ricavarne impugnature a tutto tondo, impugnature per armi bianche a lame mobili, cioè fessurate nel mezzo, oppure guanciole.
COSTOLA: Ulteriore ispessimento del dorso, frequente nelle lame da combattimento, con lo scopo di conferire maggior peso e quindi maggior potere di impatto inerziale, più elevata solidità, maggiore rigidità trasversale all’arma. Può anche essere un rivestimento metallico sovrapposto e sagomato alla forma del dorso.
CROGIOLO: Vaso di terracotta o di ferro utilizzato per la fusione dei metalli.
CROMATURA: Rivestimento elettrochimico di cromo, si effettua in bagni di anidride cromica impiegando anodi di piombo antimonioso. Alcune lame possono essere cromate.
CROSS-GUARD: Termine che si traduce in "guardia a croce" e equivale a "elso a croce". Col termine cross-guard (o quillons o cross-bar) si indica la forma più semplice e primitiva di difesa, che proprio per il fatto di assomigliare e/o rappresentare la croce, arricchisce l’arma di significati simbolici. L’elso a croce appunto, è la forma di barra trasversale più semplice, e nel nostro caso la chiameremmo "trasversa"
CUSTOM (KNIFE): "Tutti i coltelli custom sono fatti a mano, ma non tutti i coltelli fatti a mano sono custom". Il termine custom è ormai usato dovunque, per esempio per distinguere coltelli fatti in serie di produzione artigianale, e ha perso tutto il valore e le connotazioni fondamentali che facevano e fanno ancora di un custom un coltello unico, esclusivo, realizzato in base alle precise richieste del committente, discusso preventivamente nei minimi dettagli per quanto riguarda i materiali e la forma. Il termine custom si è esteso anche alla produzione industriale, creando confusione nella esatta accezione del termine presso il vasto pubblico.